Capire le cause
Femminili, maschili o di coppia: quando indagare, quali segnali considerare e come iniziare senza perdere tempo.
Molte coppie si chiedono: “Perché non riusciamo ad avere un bimbo?” oppure “Come rimanere incinta se la gravidanza non arriva?”. Qui trovi un punto di partenza chiaro e umano per affrontare l’infertilità di coppia: cause, esami, percorsi e contatti.
Femminili, maschili o di coppia: quando indagare, quali segnali considerare e come iniziare senza perdere tempo.
Ormonali e ovulatori per lei, spermiogramma per lui; eventuali indagini su tube e utero in base ai risultati.
Dalla stimolazione dell’ovulazione alla IUI, fino a FIVET/ICSI: approccio graduale e personalizzato.
Dopo 12 mesi di rapporti mirati non protetti (o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni o ci sono fattori di rischio). Una valutazione precoce permette di chiarire il quadro e orientare i passi successivi.
Cicli mestruali irregolari o assenti, dolori pelvici ricorrenti, precedenti infezioni o interventi ginecologici, ma anche alterazioni del liquido seminale nel partner. Riconoscerli aiuta ad agire per tempo.
Quando la gravidanza non arriva da tempo o si sospettano disturbi ormonali, endometriosi o problematiche tubariche. Uno specialista in infertilità può impostare un percorso diagnostico mirato e personalizzato.
Per lei: dosaggi ormonali, monitoraggio ovulazione, ecografia e valutazione delle tube. Per lui: spermiogramma e test andrologici di base. In base ai risultati, si decide se approfondire.
Sì. L’attesa e la delusione possono generare ansia, stress e senso di inadeguatezza. È importante affrontare il percorso con supporto medico ed emotivo, senza colpe o fretta.
L’infertilità è la difficoltà a ottenere una gravidanza dopo un anno di tentativi; la sterilità è l’impossibilità definitiva. Nella maggior parte dei casi si parla di infertilità, che può essere trattata con successo.
In base alla causa: induzione dell’ovulazione, inseminazione intrauterina (IUI), fecondazione in vitro (FIVET/ICSI) o supporto ormonale mirato. La Dott.ssa Lucia Maragno valuta caso per caso il percorso più adatto.
No. Si ricorre alla PMA solo quando le terapie di primo livello non bastano o le condizioni cliniche lo richiedono. Spesso basta correggere un fattore ormonale o migliorare i tempi dell’ovulazione.
Sì. Alimentazione, fumo, alcol, stress e peso corporeo incidono sulla fertilità di entrambi i partner. Una consulenza con specialisti e nutrizionisti può migliorare significativamente le possibilità di concepimento.
Per l’esperienza specifica in ginecologia, endocrinologia e medicina della riproduzione. La Dott.ssa Maragno accompagna ogni coppia con un approccio personalizzato, basato su ascolto, competenza e aggiornamento continuo.